“METTETECI IL CUORE IN QUESTA STORIA; PERCHE’ NOI IN QUESTA STORIA IL CUORE LO ABBIAMO PERSO”: Per Elisa-Il caso Claps arriva il 24 ottobre su Rai 1

Quello di Elisa Claps è uno degli episodi più oscuri e dibattuti della cronaca nera italiana; una storia legata da un filo rosso sangue alla Gran Bretagna e al destino di un’altra giovane donna, Heather Barnett

Elisa Claps esce di casa per andare a messa in un’assolata domenica mattina del settembre 1993 a Potenza. Da quel momento nessuno ha più sue notizie, fino al ritrovamento del suo corpo, 17 anni dopo, nel sottotetto della chiesa dove era stata vista viva l’ultima volta. A novembre 2002 a Bournemouth, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, Heather Barnett, una madre single di due adolescenti, viene trovata in casa a terra, coperta di sangue, orribilmente mutilata. 

Il giorno della scomparsa, Elisa Claps aveva appuntamento con Danilo Restivo, poco più grande di lei, proprio nella chiesa dove poi fu ritrovato il suo corpo. Danilo Restivo era anche il vicino di casa di Heather Barnett, e su di lui la polizia inglese appuntò presto i suoi sospetti. Ma ci vollero anni per connettere i due delitti e far condannare il colpevole. Un ruolo fondamentale perché questo avvenisse è stato svolto dalla famiglia Claps e, soprattutto, da Gildo, fratello maggiore di Elisa, che aveva 24 anni all’epoca della scomparsa della sorella.

Recentemente, ospite di “Porta a porta”, Gildo Claps ha dichiarato tutta la sua amarezza e rabbia nei confronti di come questo caso sia stato gestito da più poteri all’epoca: “Provo tanta amarezza e tanta rabbia. Gli elementi indizianti nei confronti di Danilo Restivo erano concordanti fin dalle primissime ore dopo la scomparsa di Elisa. I precedenti a suo carico erano ben noti alle forze dell’ordine e al magistrato che conduceva l’inchiesta. Questo è il manuale perfetto di tutto ciò che non va fatto in caso di scomparsa.”

Tobias Jones, scrittore britannico residente a Parma, ricostruisce questa tragica vicenda nel libro “Blood on the altar” pubblicato nel 2013 e, nel 2014, il produttore Ben Donald ne acquista i diritti e viene introdotto dallo stesso Tobias alla famiglia Claps. “I nove anni in cui ho seguito questa storia sono niente in confronto al tempo e alla tenacia della famiglia Claps. Ero un giovane studente che abitava a Torino quando Elisa scomparve; ho seguito questa storia fin dall’inizio, non potevo non raccontarla”.

Inizia così il lavoro di tenacia che porterà alla realizzazione della fiction in 3 puntate Per Elisa – Il caso Claps, una produzione targata FastFilm SRL, Cosmopolitan Pictures Limited in collaborazione con Rai Fiction e in associazione con Itv Studios le cui riprese si sono svolte, per nove settimane (oltre a quattro mesi di preparazione) proprio nella città di Potenza.

Michele Zatta, capostruttura di Rai Fiction, parlando della storia di Elisa, sottolinea come si tratti di “una storia che racconta di come, nelle grandi difficoltà, l’amore ci permetta di andare avanti; una storia che tutti noi speriamo e ci auguriamo con tutto il cuore, possa varcare i confini dell’Italia ed essere vista ovunque anche perché le co-produzioni tra Italia e Gran Bretagna sono rarissime, questo progetto è davvero una mosca bianca”.

Questa fiction “racconta la tenacia della famiglia Claps, la stessa tenacia che c’è stata in chi ha voluto fare questa serie” precisa Maurizio Tini di FastFilm SRL, “a partire da Ben che ha iniziato a lavorarci nove anni fa.” Questa tenacia ha portato alla realizzazione di qualcosa di unico perché caratterizzato “da un’armonia che si è creata sia dal punto di vista del risultato artistico, a partire dal cast e dal loro perfetto direttore d’orchestra”, il regista Marco Pontecorvo, “sia dal punto di vista umano”.

Ed è davvero difficile immaginare un risultato diverso quando nel cast si leggono nomi come: Gianmarco Saurino, nel ruolo di Gildo Claps, Giacomo Giorgio in quelli di Lorenzo Claps, fratello minore di Gildo, Anna Ferruzzo (la madre di Elisa, Filomena Claps), Vincenzo Ferrera (Antonio Claps), Rosa Diletta Rossi (la fidanzata di Gildo, Irene Nardiello), Francesco Acquaroli (Maurizio Restivo), Antonio Petrocelli (Don Mimì), Beniamino Marcone (Vito Eufemia), Giulio Della Monica (Danilo Restivo), e, ancora, Ludovica Ciaschetti (Elisa Claps), Claudio Corinaldesi (Mario Marinelli), Francesca Antonelli (Fiamma Marsango), Katie McGovern (Heather Barnett), Lorenzo McGovern Zaini (Terry Barnett), Mia McGovern Zaini (Caitlin Barnett) e Vincent Riotta (Phil James).

Un cast con al timone Marco Pontecorvo. “Io credo che uno debba farsi un’idea della storia, del proprio personaggio e non debba tentare di ricalcarlo esattamente, altrimenti c’è qualcosa di falso che si viene a creare. Bisogna solo rispettare la storia e le persone che l’hanno vissuta, senza mimarla. Per questo motivo,  è stato bello conoscerli [la famiglia Claps], ma conoscerli durante, quindi quando avevamo già un’idea impostata dei personaggi che questi ragazzi hanno fantasticamente interpretato. Abbiamo tentato tutti insieme, dal principio, prima sulla sceneggiatura e poi sul set, di entrare nella storia senza renderla una vicenda di cronaca perché questa non è solo una storia di cronaca nera: rappresenta la voglia di giustizia che, finalmente, con la tenacia che è stata ripetutamente sottolineata, sono riusciti ad ottonere; che è una speranza per tutti noi. Parte come un dramma, ma ci spinge a fare un passo avanti. Abbiamo lavorato anche nel creare dei cattivi con delle sfumature e credo che anche questo aspetto sia molto importante perché, se no, sarebbero stati personaggi un po’ agiografici. In questo modo è più semplice, per lo spettatore, entrare dentro la storia, vedere i personaggi, rivivere le vicende con loro e, automaticamente, vivere le stesse emozioni che noi abbiamo provato.” 

Parlando di cattivi, Giulio Della Monica, ha raccontato com’è stato costruire il suo personaggio: “Ho lavorato con una psicologa per cercare di capire il profilo personologico di queste entità che da mostri, sono diventati prima entità e poi, in un secondo momento, si sono trasformati da entità in esseri umani; esseri umani con miliardi di difficoltà, di sfaccettature, fragili con miliardi di domande a cui in un primo momento ho provato a rispondere, a tutte, per colmare quel vuoto. A un certo punto, però, mi sono ricordato, attingendo ai miei studi classici, della negative capability di Keats.” Il poeta inglese sosteneva che nei processi creativi, bisognerebbe avere la capacità di rimanere in uno stato di dubbio creativo, di sospensione del giudizio, di accettazione dell’incertezza e della complessità della vita e dell’arte; immergersi nell’esperienza e accettare il mistero, senza cercare di ridurre tutto a una spiegazione logica o razionale, abbracciare la bellezza e il potere delle contraddizioni e delle incertezze senza la necessità di raggiungere una conclusione definitiva. “Per quanto sembri assurdo, questo aspetto per me è stato occasione di grande crescita sia professionale che umana, ti rendi conto che, in quanto essere umano, anche se in una parte infinitesimale, hai un punto di contatto con quell’essere umano lì. Ci ho messo tanto cuore perché, quando interpreti i cattivi, paradossalmente devi voler loro il triplo del bene che vorresti a un personaggio buono.”

Più volte, Gildo Claps ha ribadito come, nonostante in alcuni casi si sia reso necessario piegare la verità alle esigenze del media, questa fiction sia “estremamente aderente alla realtà”

“Credo che sia una delle fiction Rai più vicina alla storia reale così come è accaduta; con pochissime concessioni al registro narrativo di una fiction. E’ difficile vedere la storia tormentata della tua famiglia in una trasposizione cinematografica. Ho avuto tantissime perplessità già quando, una decina di anni fa, incontrai Ben [Ðonald] attraverso Tobias [Jones]; ma sono orgoglioso di questo cast straordinario. Ho percepito in loro il peso della grande responsabilità di raccontare la nostra storia; una storia di dolore in cui c’è però anche tanto bene, una storia corale in cui persone come Federica Sciarelli hanno fatto la differenza, come ho sottolineato il 12 settembre, in occasione del trentennale dalla scomparsa di Elisa. Come dice Marco [Pontecorvo], è giusto non ricalcare i personaggi e, Vincenzo [Ferrera, che ha portato sullo schermo il suo essere padre di un’adolescente come lo era Elisa] non è papà, ma io l’ho rivisto, soprattutto nella tenerezza con Elisa. Anche Anna [Ferruzzo] non è mamma, ma grazie a lei avete imparato a conoscerla. Mamma è straordinaria nella sua determinazione ed è per me fonte continua di ispirazione; per 30 anni ho retto perché ho avuto a fianco questo gigante che è stata mamma. Io stesso mi sono rivisto in molti aspetti della recitazione di Gianmarco [Saurino]. Sono felice che Restivo sia detenuto nel Regno Unito perché sono convinto che, trovandosi lì, almeno sconterà tutti i suoi 40 anni e questo, badate, non è dettato da desiderio di vendetta perché, in questi anni ho fatto un percorso che ha spento, in qualche misura, il mio odio.”

Questa storia, purtroppo, ha visto un nuovo dolore scendere sulla famiglia Claps recentemente, infatti, nonostante i forti dubbi sul ritrovamento del corpo e sulle responsabilità del clero e nonostante la forte opposizione della famiglia, il 24 agosto di quest’anno, la chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove è stata uccisa e nascosta Elisa, è stata riaperta ai fedeli. Non si celebrano funzioni al suo interno ma è stata posta “una targa celebrativa delle virtù di pedagogo di Don Mimì Sabia, che è stato il parroco di quella chiesa e su cui gravano ombre pesantissime”. 

La produzione ha riconosciuto un compenso a Gildo Claps per la sua consulenza alla sceneggiatura e sul set, che sarà investito in un progetto caro ad Elisa. Il sogno di Elisa Claps era quello di laurearsi in medicina e di entrare a far parte di Medici Senza Frontiere perciò, verrà costruito in Congo un ambulatorio che porterà il suo nome. Il compenso che sarebbe spettato a Gildo Claps getterà le basi di questo progetto mentre Maurizio Tini e Ben Donald, contribuiranno al suo avanzamento con parte degli utili che la fiction inizierà a produrre una volta trasmessa quindi, come si è augurato Giacomo Giorgio, in un toccante post su Instagram “che sia unita questa Italia il 24 [ottobre] sera”.

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