Soul e Jazztronica

Su una fune in bilico tra jazz ed elettronica si muove Soul, l’ultima pietanza sfornata in casa Pixar.

Il film, uscito il giorno di Natale sulla piattaforma streaming Disney+, è un lungometraggio del regista Pete Docter, già premio Oscar per il miglior film d’animazione nel 2010 con Up e nel 2016 con Inside Out.

Soul vede come protagonista Joe Gardner, talentuoso pianista e professore di musica della scuola pubblica, che coltiva l’ambizione di suonare insieme a Dorothea Williams, sassofonista jazz da lui amata e idolatrata. Proprio quando sembra ad un passo da realizzare il sogno di una vita però una piccola svista lo catapulta nell’Ante-Mondo, un luogo fantastico popolato dalle anime che attendono di incarnarsi sulla Terra.

La vicenda terrena è ambientata a New York e, dietro al famoso jazz club al centro della narrazione, ai più attenti non sarà sfuggito il chiaro riferimento al Blue Note, leggendario locale newyorkese meta dei jazzisti di tutto il mondo.

La colonna sonora di Soul si muove dunque su due piani diversi, che coincidono con le due ambientazioni del film. Il mondo terreno viene narrato musicalmente dal bravissimo Jon Batiste, talentuoso artista afroamericano maturato al fianco di stelle di prim’ordine come Stevie Wonder, Lenny Kravitz e Prince. Le atmosfere dell’Ante-mondo sono invece dipinte dalle composizioni di Trent Reznor dei Nine Inch Nails e di Atticus Ross, musicista e produttore inglese da anni braccio destro del leader della band americana.

Se le composizioni di Batiste si muovono nel solco della tradizione jazz, le sequenze affidate a Reznor e Ross affondano le loro radici nel sound ambient ed elettronico che da anni costituisce il loro marchio di fabbrica. Per l’occasione Mr. Nine Inch Nails accantona però le sonorità cupe e industrial degli album precedenti per lasciare spazio ad atmosfere oniriche e dilatate, che concedono abbondante spazio al pianoforte, vero protagonista di questo lungometraggio e filo rosso tra le due ambientazioni sullo sfondo delle vicende narrate.

Il film, che costituisce un piccolo capolavoro a prescindere dalla colonna sonora, rappresenta dal punto di vista musicale un passaggio coraggioso in casa Pixar, che abbandona in questa circostanza musiche che avevano la pretesa di farsi cantare per cedere il passo allo sperimentale e Mr Reznor, di certo non nuovo alla composizione di colonne sonore (che gli valsero anche un Oscar nel 2011 per le musiche di The Social Network, film di David Fincher) si aggiunge così alla schiera degli illustri colleghi che hanno prestato il proprio talento al mondo Disney, tra cui gente non esattamente alle prime armi come Phil Collins, Elton John e Sting.

Fatevi un regalo: guardate (e ascoltate!) Soul!

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