L’essenza di un viaggio non è la meta ma il percorso: Guida Romantica a Posti Perduti

Giorgia Farina, cinque anni dopo Ho Ucciso Napoleone, torna a dirigere un lungometraggio dedicato all’essenza femminile, lasciandosi però alle spalle la comicità del film precedente.

Presentato alla Giornate degli Autori, Guida Romantica a Posti Perduti è un road movie che, paradossalmente, resta fermo, ancorato, in stallo per 106′ lunghi minuti; non vi è Jasmine Trinca o Clive Owen con le loro straordinarie performance che reggano; una piccola spinta la si percepisce solo quando sono i due co-protagonisti a conquistare la scena.

Allegra (Jasmine Trinca) è una travel blogger dalla fantasia sfrenata che ha il terrore di uscire dal proprio appartamento o di impegnarsi in un rapporto maturo con Michele (Andrea Carpenzano) al quale non ha mai raccontato delle sue crisi di panico o del suo piccolo grande segreto. Brenno (Clive Owen) vive al piano superiore, è un giornalista di origine inglese che si rifiuta di imparare l’italiano, sposato con un’infermiera a cui mente spudoratamente sulle sue amnesie provocate dal vizio dell’alcool. Partiranno per un viaggio verso se stessi a bordo di una vecchia Volkswagen azzurra accompagnati dal cane di Brenno, Maurice.

Allegra e Brenno si nascondono dietro le loro bugie, sono la coppia leader perfetta: incasinati, bugiardi, incapaci di vivere a contatto con altri per un lungo periodo. Partiranno alla riscoperta di se stessi, delle persone che sono realmente, dietro le loro bugie; e lo faranno facendo tappa in luoghi abbandonati ma allo stesso tempo romantici come il parco acquatico ormai abbandonato in cui Allegra ha passato le ultime vacanze in compagnia della madre; un viaggio che Michele sognava di fare, un giorno, proprio in compagnia di Allegra.

Nonostante le basi per un film di qualità ci siano tutte, la sceneggiatura povera, fatta di ottime analisi introspettive portate sullo schermo da dialoghi poveri di contenuto e scontati, la rende una pellicola poco credibile e superficiale in cui non viene mai affondata fino in fondo la lama, nemmeno nella scena finale che resta, ancora una volta, in superficie, sussurrata, abbozzata facendo rimpiangere allo spettatore lavori come Lost in Translation o Se Mi Lasci ti Cancello a cui il film di Giorgia Farina sembra ispirarsi, fin dalla scelta della locandina.

Guida Romantica a Posti Perduti dal 24 settembre al cinema

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s