Si chiude con un verdetto potente, umano e profondamente simbolico la decima edizione del Riviera International Film Festival: a conquistare il premio come miglior film è Karla, intenso dramma diretto dalla regista tedesca di origine greca Christina Tournatzès. Un’opera che ha saputo imporsi per la forza del racconto e per la sua capacità di parlare al presente attraverso una storia ambientata nel passato. E il successo non si esaurisce con la premiazione: il film tornerà infatti sul grande schermo di Sestri Levante giovedì 21 maggio alle ore 21 al Cinema Ariston, cuore pulsante del festival, offrendo al pubblico una nuova occasione di visione.
Ambientato nella Monaco di Baviera del 1962, Karla racconta il coraggio straordinario di una dodicenne che trova la forza di denunciare le violenze del padre, compiendo un gesto impensabile per il suo tempo. Ispirato a una vicenda reale, il film segue la determinazione ostinata di una bambina che rivendica il diritto di essere creduta, costringendo gli adulti a schierarsi e trasformando una vicenda privata in una questione morale universale. «È un film eccezionale che racconta, con delicatezza e profondità, il coraggio di una bambina di rivendicare la propria libertà», ha sottolineato il presidente del RIFF Stefano Gallini Durante, evidenziando come la riproposizione in sala rappresenti un segnale concreto della missione del festival: portare il cinema indipendente a un pubblico sempre più ampio.
Tra i protagonisti della competizione, spicca anche Legionario, che vale ai fratelli David ed Eric Cummings il premio per la miglior regia e conquista inoltre l’Audience Award. Il film racconta il ritorno di un ex legionario francese nella nativa Colombia, dove è costretto a confrontarsi con il proprio passato da guerrigliero nelle Farc, imponendosi come uno dei titoli più intensi e politici dell’edizione. Il premio della giuria degli studenti va invece al tedesco A Fading Man di Welf Reinhart, mentre il riconoscimento per la miglior sceneggiatura viene assegnato a Zion di Nelson Foix.
Sul fronte delle interpretazioni, brillano la spagnola Angela Cervantes, premiata come miglior attrice per Fury, e il giovanissimo Derek Leheste, appena diciassettenne, miglior attore per l’estone Fränk, a conferma della vocazione del RIFF nello scoprire e valorizzare nuovi talenti. Il premio speciale Baia del Silenzio Redelfi va invece a Renovation della regista lituana Gabrielė Urbonaitė.
Grande rilievo anche per la sezione documentari, dove trionfa Second Wind dell’ucraina Masha Kondakhova, storia di speranza e resilienza che segue cinque veterani di guerra nel loro percorso di rinascita: dai campi di battaglia dell’Europa orientale fino alle pendici del Kilimangiaro. Un racconto potente di volontà e trasformazione. Menzioni speciali per il canadese Agatha’s Almanac e lo statunitense The Keeper, mentre il premio speciale I Wonderful va a Yanuni, coproduzione tra Brasile e Stati Uniti dedicata a una capotribù indigena dell’Amazzonia.
Nel concorso cortometraggi, il premio principale viene assegnato a Clay di Kevin Haefelin, surreale storia ambientata a Central Park in cui una neonata emerge da un uovo di gesso. Tre le menzioni speciali: Erlkoning, Maturation Station e 52 Is a Machine.
Come da tradizione, la cerimonia finale ha celebrato anche personalità di rilievo del panorama culturale e industriale: Icon Award all’attrice giordano-palestinese Saja Kilani e a Nils Hartmann, executive vice president di Sky Studios Italia; Vision Award alla scrittrice e sceneggiatrice Barbara Alberti; premio alla carriera al grande regista britannico Stephen Frears; e Planet Star Award a The Ocean Cleanup, fondazione impegnata nello sviluppo di tecnologie per la rimozione della plastica dagli oceani.
Ma il RIFF 2026 si distingue non solo per i suoi vincitori, bensì per un bilancio complessivo estremamente positivo. Tutte le sedi del festival, dal Cinema Ariston al Duferco Lounge di piazza Matteotti, fino al convento dell’Annunziata, hanno registrato il tutto esaurito, così come le strutture alberghiere della città. Un risultato che conferma la crescita costante della manifestazione e la sua sempre più marcata dimensione internazionale.
Determinante, in questo senso, è stata anche la partecipazione nelle prime giornate del premier ungherese in pectore Péter Magyar, che ha presentato in anteprima internazionale il documentario Spring Wind, diretto da Tamás Topolánszky e prodotto da Claudia Sümeghy, contribuendo a dare al festival una visibilità globale.
«La cosa che più ci rende orgogliosi sono le presenze al cinema che certificano la fedeltà e la passione del pubblico», ha dichiarato Stefano Gallini Durante, sottolineando anche l’eco mediatica internazionale raggiunta. Gli fa eco Vito D’Onghia, presidente della Fondazione Riviera International, che definisce questa decima edizione «il Festival della consacrazione», coronamento di una scommessa nata nel 2017 e oggi diventata un punto di riferimento per il cinema emergente.
La scelta di riportare Karla in sala subito dopo la chiusura del festival, condivisa anche dall’amministrazione comunale: «vogliamo che il film vincitore non resti un’esperienza limitata al Festival» ha dichiarato il sindaco Francesco Solinas, rafforza ulteriormente il legame tra il RIFF e il territorio, ampliando l’accesso del pubblico alle opere premiate.
Il Riviera International Film Festival archivia così un’edizione storica, capace di coniugare qualità artistica, partecipazione e respiro internazionale. Più che una semplice rassegna, il RIFF si conferma oggi come un vero hub culturale, dove si incontrano storie, visioni e nuovi talenti destinati a segnare il futuro del cinema.














