Perché cerchi di far sparire mia figlia? Pieces of a Woman. (77 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia)

Pieces of a woman…pezzi di donna. Sì, perché ciò che resta dopo una tragedia di questa portata non può essere che un cumulo di macerie.

La sceneggiatrice Kata Wéber e il compagno, nonché regista della pellicola, Kornél Mundruczò portano sullo schermo una tragedia personale, senza mai permettere che il loro coinvolgimento possa prendere il sopravvento; ma lo fanno con il freddo distacco necessario per coinvolgere il pubblico. Una prima pellicola in lingua inglese che ha regalato alla sua protagonista, Vanessa Kirby, e all’intero team una standing ovation di oltre 15 minuti durante la premiere alla 77 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Siamo a Boston (ma la pellicola è stata girata in Quebec); Sean (Shia LaBeouf) è un operaio impegnato nella costruzione di un ponte sul Charles mentre la sua compagna, Martha (Vanessa Kirby), originaria di una famiglia ebrea benestante, è in attesa della loro prima figlia.

Non è spoiler scrivere che il film entra nel vivo nel momento in cui la bambina si prepara a venire al mondo e che, purtroppo, questo evento avrà un epilogo tragico. 23 minuti girati in un unico piano sequenza che consacra Vanessa Kirby nell’olimpo delle migliori attrici degli ultimi anni e fa trattenere, nonostante le mascherine, il fiato agli spettatori presenti in sala. Dopo questa sequenza spartiacque, si passa da un prima in cui Sean e Martha sono la coppia felice che rasenta la perfezione, a un dopo che, minuto dopo minuto, li allontana sempre più. Se il personaggio di Sean viene costruito su un cliché: un uomo testardo, debole, a tratti violento (alla luce delle ultime accuse nei confronti dell’attore, alcune scene diventano particolarmente irritanti da vedere), dipendente dagli altri…e viene da chiedersi per quale assurdo motivo le donne continuino a innamorarsi di lui; quello di Martha è costruito soffermandosi su ogni minimo dettaglio che, Vanessa Kirby, porta sullo schermo con un’interpretazione magistrale: il tradimento del corpo i primi giorni dopo il parto, la montata lattea, l’andatura incerta tipica di una donna incinta, un grido silenzioso simile a quello del famoso quadro di Munch quando l’amica della madre l’abbraccia al supermercato, la pace regalata dal profumo di una mela (scopriremo solo in un secondo momento il significato di quel gesto e quella delicata metafora tra riuscire a far nascere un melo e la capacità di creare vita).

Ellen Burstyn (che interpreta Elizabeth, la madre di Martha) e Vanessa Kirby si dividono lo schermo in una straordinaria prova attoriale, nella scena centrale della pellicola: un faccia a faccia madre-figlia, ognuna con il proprio dolore e due idee agli antipodi su come affrontarlo.

Pieces of a Woman è il film di Vanessa Kirby, la cui performance memorabile le permette di vincere una meritatissima Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile; ma Pieces of a Woman è anche il film che racconta il viaggio di consapevolezza e ricostruzione che, passo dopo passo, allontana Martha (e, con lei, decine e decine di donne legate dallo stesso dolore) dalle aspettative della società e di chi le circonda.

” Chi se ne importa di cosa pensano? Si tratta di me. Si tratta della mia vita. Questa sono io.”

Pieces of a Woman, su Netflix da giovedì 7 gennaio 2021.

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