BFI London Film Festival: La Figlia Oscura

La Figlia Oscura, tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, è un film crudo, che mette in mostra una verità scomoda senza filtri.

Maggie Gyllenhall, così come tutte le donne del cast: le straordinarie Olivia Colman, Dakota Johnson e Jessie Buckley; dimostrano la loro forza e il loro coraggio nel mettersi in gioco in quest’opera che, lo scorso mese, ha letteralmente spaccato in due il pubblico di Venezia; ma che è anche valso, all’esordiente regista, il premio come miglior sceneggiatura della rassegna veneziana.

Maggie Gyllenhall sposta l’ambientazione (originariamente un paesino del sud Italia), su una piccola isola greca. Leda (Olivia Colman, presente qui al London Film Festival anche con Mothering Sunday), è una professoressa universitaria di Boston, ma originaria di Leeds, in cerca di un luogo tranquillo e silenzioso dove lavorare e trascorrere le sue vacanze in solitaria. Il suo programma viene però cancellato dalla presenza di una famiglia rumorosa e molto invadente del Queens, originaria del luogo e dalle attività poco chiare. Tra i membri di questa famiglia vi è Nina (Dakota Johnson), madre giovanissima, spesso lasciata sola dal marito Toni (Oliver Jackson Cohen). Le continue richieste di attenzione della figlia di Nina, soprattutto in seguito alla perdita di una bambola durante un temporale, portano la madre a un senso di sopraffazione sempre maggiore. Questo darà vita a una dinamica tra le due donne che farà scattare in Leda un flusso di ricordi sulla sua maternità e sulle sue scelte di vita. In una successione di flashbacks, una giovane Leda (Jessie Buckley), vive la maternità con gli stessi sensi di colpa e lo stesso bisogno di libertà di Nina, complice anche la frequente assenza del marito Joe (Jack Farting).

Pur cercando un equilibrio tra responsabilità familiare e affermazione professionale, Leda farà una scelta che la porterà ad una fuga di tre anni e, nell’osservare Nina, vent’anni dopo, le conseguenze di quei tre anni torneranno a tormentarla; ma Leda non cercherà mai di rinnegarli perché, quei tre anni, in fondo, le hanno permesso di ritrovare il suo equilibrio interiore e, automaticamente, di tornare ad essere un punto fermo per la sua famiglia.

Con il nuovo ruolo della donna, con l’aumento dei casi di gravi depressioni post-partum, per il suo esordio alla regia Maggie Gyllenhall rompe i tabù che hanno raccontato, per secoli la maternità come un istinto naturale da vivere sempre con gioia perché, come ci mostrano Leda e Nina, oltre a tutte le numerose implicazioni positive, la maternità è anche sacrificio, paura, senso di responsabilità e di inadeguatezza.

Nel cast anche Ed Harris, Peter Sarsgaard, Paul Mescal e Alba Rohrwacher.

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