Mai giocare con una Dea: VENUS IN FUR al Theatre Royal Haymarket

Quando Vanda Jordan bussa alla porta del regista e sceneggiatore Thomas Novachek; inzuppata dalla pioggia scrosciante, in ritardo per il provino e vestita con bustino e collare di pelle nera e minigonna scozzese; Thomas è convinto di essere davanti all’ennesima attriccetta senza talento e sensualità. Cerca più volte di convincerla a tornare in futuro per l’audizione così da poter raggiungere la sua fidanzata Stacy a cena. La voglia di mostrare le proprie qualità, però, portano Vanda a costringere Thomas ad arrendersi e a concederle una lettura della prima scena del copione: un adattamento del romanzo tedesco di Leopold von Sacher – Masoch ambientato nel 1870 e intitolato Venere in pelliccia (Venus in Fur). Inizia così un viaggio, che è più simile a una danza a due, fatto di passione e desiderio…un percorso sempre più pericoloso. Velocemente vita reale e romanzo si mischiano e si confondono e i ruoli tra dominatrice e sottomesso si invertono in un gioco azzardato che non permette allo spettatore di abbassare la guardia.

Tensione e humor si dividono equamente la scena rendendo lo spettacolo altamente godibile.

Scritto da David Ives e diretto da Patrick Marber, la pièce si sviluppa in un unico atto della durata di 90 minuti. Venus in Fur porta all’attenzione alcuni tra gli argomenti più discussi dell’ultimo mese: l’inequità tra uomo e donna, oltre che quello tra attrice e regista. I costumi e il set di Rob Howell, le luci di Hugh Vanstone e le musiche di Tom Gibbons sono un valore aggiunto preziosissimo.

La regia di Patrick Marber è ricca di piccole attenzioni e sfumature che rendono l’insieme qualcosa di armonioso e impercettibilmente esplicito alla vista quando i dialoghi inviano messaggi completamente opposti all’udito.

Ciò che rende questo spettacolo assolutamente imperdibile, però, è la straordinaria bravura, di certo non una novità , dei due attori in scena.

Natalie Dormer è assolutamente fantastica. L’opera è quasi interamente nelle sue mani e la Dormer ne fa un mezzo capolavoro, modellandola a suo piacimento e rendendo il suo personaggio “bellissimo barra sexy”; proprio ciò di cui Thomas è alla ricerca. Natalie Dormer, inoltre, riesce a portare in scena gran parte della sua elettricità e di quella bellezza interiore che conquista in una piccola manciata di secondi chiunque abbia la fortuna di incrociare il suo cammino anche lontano dal palcoscenico.

David Oakes è la spalla perfetta. Nonostante il suo personaggio sia, per copione, piatto e sottomesso al potere della protagonista, Oakes riesce a renderlo comunque brillante e affascinante; senza mai andare oltre quel confine che lo renderebbe poco fedele al personaggio scritto da Ives.

Natalie Dormer è un uragano, una vera e propria forza della natura che, se riesce a incollare lo spettatore allo schermo, sia in ruoli forti come l’Anna Bolena dei Tudor o la Margaery Tyrell de Il Trono di Spade; sia in performance secondarie come quella di Charlie in Posh o quello di Cressida nella saga degli Hunger Games…immaginate dunque con quale forza centripeta possa attirare, verso il palcoscenico,  nel ruolo di una Venere, lo spettatore di Venus in Fur.

David Oakes è uno degli Artisti (la A in maiuscolo è fortemente voluta e d’obbligo) più completi al mondo…e ciò lo rende perfettamente credibile in qualsiasi tipo di ruolo…che sia il sanguinario Juan Borgia o il violento William Hamleigh de I Pilastri della Terra, o ancora il traditore George Duca di Clarence de La Regina della Rosa Bianca; ma anche in quello dell’affascinante Principe Ernest dell’acclamata serie Victoria, o il dolce e romantico Adrian della commedia romantica Love by Design. La sua fortissima presenza scenica, inoltre, è già stata dimostrata brillantemente in passato, non solo in un’altra produzione del West-End come Shakespeare in Love, nel ruolo secondario di Kit Marlowe rubando, ancora una volta, la scena al protagonsita; o all’Open Theatre dove, nella produzione di Orgoglio e Pregiudizio nei panni di Mr. Darcy, ha spodestato nientemeno che Mr Colin Firth dal trono; ma anche e soprattutto nel lavoro svolto settimanalmente nel teatro del periodo shakespiriano allo Shakespeare’s Globe di Londra, Read Not Dead, fino al momento in cui, i numerosissimi impegni lavorativi dell’ultimo anno, non lo hanno forzato a limitare il suo coinvolgimento sia come attore che come regista.

Già la presenza di Natalie Dormer e di David Oakes sul palcoscenico vale il prezzo del biglietto e il viaggio a Londra.

Avete tempo fino al 9 dicembre 2017 per gustarvi questo straordinario spettacolo al Theatre Royal Haymarket.

STARS:  ♥♥♥♥♥

“E il Signore lo ha colpito e consegnato nelle mani di una donna.”

Photo by Tristam Kenton

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